Un collega si accascia vicino alla macchinetta del caffè. Non respira, non risponde. Intorno a lui ci sono cinque persone. Una chiama il 112. Le altre restano ferme, e nessuna sa cosa fare.
Quando succede, il tempo è pochissimo e lo gestisce chi si trova lì. Secondo la scheda INAIL del 2025 sui defibrillatori nei luoghi di lavoro, in Europa gli arresti cardiaci sono oltre 700.000 l’anno, e in Italia circa 60.000 persone muoiono per morte cardiaca improvvisa.
Molte aziende partono da una domanda pratica: il defibrillatore è obbligatorio, sì o no? Rispondiamo qui sotto. Ma la domanda che pesa di più viene dopo. Se succedesse nella tua azienda qualcuno saprebbe usarlo?
Il defibrillatore è obbligatorio in azienda?
Per le aziende private, in generale, no. Lo scrive l’INAIL: il defibrillatore non è un presidio obbligatorio nei luoghi di lavoro. Il primo soccorso fa parte degli obblighi del datore di lavoro e il D.Lgs. 81/2008 (art. 45) chiede di organizzarlo, ma non nomina il DAE.
L’obbligo esiste invece per le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, secondo il DL 158/2012 (art. 7) e i decreti del 2013, del 2017 e del 2023. Per pubbliche amministrazioni, trasporti e scuole la legge 116/2021 promuove la diffusione, senza imporre un obbligo generale.
Senza obbligo, la scelta resta tua. L’INAIL raccomanda il defibrillatore nei luoghi con molta affluenza di persone, nei luoghi isolati e nelle zone industriali a rischio. Il motivo sta nei tempi: i soccorsi avanzati di solito non arrivano prima di 15-20 minuti. Se la tua azienda è lontana dal pronto soccorso o ci lavorano molte persone, ci sono ottime ragioni per dotarsene.
Perché i primi minuti contano
Quando il cuore si ferma, il sangue smette di portare ossigeno al cervello e agli organi. Se non si interviene entro pochi minuti, in genere l’arresto cardiaco porta alla morte.
I dati INAIL sono questi. La sola rianimazione cardiopolmonare, cioè il massaggio cardiaco, fa salire la probabilità di sopravvivenza del 30% se parte entro 9 minuti. Con il defibrillatore si arriva al 60%.
Tra l’arresto cardiaco e l’arrivo dei soccorsi passano di solito 15-20 minuti. In quel tempo la persona può contare solo su chi ha accanto.
Come funziona un defibrillatore
Il DAE, defibrillatore automatico esterno, è un apparecchio piccolo con due piastre adesive da applicare sul torace. Analizza il ritmo del cuore e guida con la voce. Segnala la scarica solo quando riconosce un ritmo che la richiede, e tu premi il pulsante quando te lo dice.
I passaggi sono questi:
- Chiama subito il 112 o il 118, dicendo dove ti trovi.
- Inizia il massaggio cardiaco senza aspettare.
- Accendi il DAE e segui le istruzioni vocali.
- Applica le piastre e lascia che il dispositivo analizzi il ritmo, senza toccare la persona.
- Premi il pulsante di scarica solo se il dispositivo lo indica.
- Riprendi il massaggio per due minuti e ripeti l’analisi, fino all’arrivo dei soccorsi o a segni di ripresa.
Leggerli richiede un minuto. Farli davanti a una persona a terra è un’altra cosa, e capita di bloccarsi.
Chi può usarlo e cosa si rischia
Il DAE può usarlo anche chi non è sanitario, se ha ricevuto una formazione specifica (legge 120/2001, art. 1, modificata dalla legge 116/2021, art. 3). Se non c’è nessun addetto formato e si sospetta un arresto cardiaco, può usarlo chiunque. Le regole sull’autorizzazione all’uso extraospedaliero le stabiliscono Regioni e ASL, quindi per corsi e autorizzazioni conta la Regione in cui lavori.
Molti temono di fare danni o di finire nei guai. Due articoli del codice penale vanno conosciuti. L’art. 54 riguarda lo stato di necessità: non è punibile chi agisce per salvare qualcuno da un pericolo grave e attuale, se l’azione è proporzionata, e il giudizio si fa caso per caso. L’art. 593 punisce l’omissione di soccorso, cioè non prestare l’assistenza occorrente o non avvisare l’Autorità davanti a una persona in pericolo.
Per un caso concreto serve il parere di un avvocato.
Cosa deve fare un’azienda che ha un defibrillatore
Anche se l’acquisto è volontario, la legge 116/2021 (art. 6) fissa alcuni obblighi per chi ha un DAE.
- Registra il DAE al 118. La comunicazione va alla centrale operativa competente. Per i dispositivi acquistati dopo il 28 agosto 2021 la fa il venditore, con i dati forniti da chi compra.
- Nei luoghi pubblici individua un responsabile del corretto funzionamento e dell’informazione a chi frequenta il luogo.
- Dove possibile, metti il DAE in una teca accessibile 24 ore su 24, con segnaletica ben visibile (art. 2).
- Tieni sotto controllo elettrodi e batteria: scadono e vanno sostituiti. Le scadenze le indica il produttore.
Alcune norme variano da Regione a Regione. Prima di decidere, controlla cosa vale nella tua.
Il corso BLSD: dove si impara davvero
BLSD sta per Basic Life Support and Defibrillation. Si impara a riconoscere l’arresto cardiaco, a fare il massaggio cardiaco e a usare il DAE.
Il nostro corso BLSD dura 5 ore e lo facciamo in presenza, nella nostra sede. Niente videoconferenza: massaggio e defibrillatore si imparano con le mani. Nelle nostre aule ci si inginocchia accanto a un manichino, con il DAE aperto lì vicino, e si fanno le compressioni. Non serve nessuna preparazione sanitaria, il corso è per persone non sanitarie. Alla fine ricevi l’attestato di operatore BLSD laico, rilasciato da AREU Lombardia. Va rinnovato ogni 2 anni, con un aggiornamento di 3 ore.
Siamo centro di formazione accreditato AIFOS e ci occupiamo di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro da oltre 15 anni.
Quante persone formare dipende da com’è organizzata l’azienda: se si lavora a turni, se i reparti sono distanti. L’idea è che a qualsiasi ora, vicino a una persona che si sente male, ci sia qualcuno che sa cosa fare.
Un aiuto per i costi: l’incentivo INAIL
Se hai già il defibrillatore, la formazione BLSD degli addetti può rientrare tra gli interventi del modello OT23 per la riduzione del tasso medio INAIL. Da sola non basta e le condizioni cambiano ogni anno, quindi va controllato il modello in vigore sul servizio online INAIL.
Parliamone
Forniamo e noleggiamo defibrillatori, e formiamo le persone che li useranno. Abbiamo seguito più di 1.700 clienti.
In 5 ore di corso si imparano le due cose che contano: il massaggio cardiaco, che secondo i dati INAIL porta la probabilità di sopravvivenza al 30%, e il defibrillatore, che insieme al massaggio la porta al 60%. Se vuoi capire se ha senso per la tua azienda, dove metterlo e chi formare, ti aiutiamo a decidere.
Domande frequenti
Il defibrillatore è obbligatorio in tutte le aziende?
Posso usarlo senza aver fatto il corso?
Se sbaglio qualcosa, rischio una condanna?
Cosa devo fare dopo aver comprato un defibrillatore?
Quanto dura il corso BLSD e dove si fa?
Ogni quanto va rinnovato il corso?
Fornite anche il defibrillatore?
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Fonti: INAIL, “La diffusione e l’utilizzo dei defibrillatori (DAE) nei luoghi di lavoro”, edizione 2025; Legge 4 agosto 2021, n. 116, artt. 2, 3, 5 e 6; Legge 120/2001, art. 1; D.Lgs. 81/2008, art. 45; DL 158/2012, art. 7; DM 24 aprile 2013, DM 26 giugno 2017 e DM 7 aprile 2023 (Gazzetta Ufficiale); codice penale, artt. 54 e 593.
Contenuto realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.