Un tuo manutentore apre un quadro elettrico per un intervento di ordinaria manutenzione, un elettricista sostituisce un interruttore, un operatore lavora vicino a una linea in tensione: sono gesti quotidiani in tantissime aziende, eppure bastano pochi centimetri e una qualifica mancante per trasformarli in un infortunio grave. Le sigle PES, PAV e PEI nascono proprio per questo: stabiliscono chi può fare cosa quando si lavora sull’impianto elettrico o in sua prossimità.
Per il datore di lavoro questo significa una responsabilità precisa e spesso sottovalutata: non basta che un lavoratore “se ne intenda” di elettricità. Chi esegue lavori elettrici deve aver ricevuto una qualifica formale, attribuita per iscritto dal datore di lavoro sulla base di formazione ed esperienza documentate, secondo la norma tecnica CEI 11-27. In caso di controllo o, peggio, di infortunio, l’assenza di queste attribuzioni ricade direttamente sull’azienda. Vediamo allora cosa significano esattamente PES, PAV e PEI, che differenza c’è tra loro e quali obblighi comportano.
Cosa sono PES, PAV e PEI?
Sono le qualifiche che la norma CEI 11-27 (“Lavori su impianti elettrici”) assegna al personale in funzione delle sue competenze in ambito elettrico. Nel dettaglio:
- PES – Persona Esperta: è il lavoratore che possiede istruzione, formazione ed esperienza tali da consentirgli di analizzare i rischi elettrici e di evitare i pericoli che l’elettricità può creare. È la figura di riferimento, in grado di operare e di supervisionare i lavori.
- PAV – Persona Avvertita: è il lavoratore adeguatamente avvisato da persone esperte (PES) così da metterlo in grado di evitare i pericoli dell’elettricità. Ha competenze inferiori alla PES e, di norma, opera sotto la supervisione di una PES.
- PEC – Persona Comune: è chi non è né esperto né avvertito. Non può eseguire lavori elettrici e va tenuto a distanza di sicurezza dalle parti in tensione.
- PEI – Persona Idonea: è l’idoneità aggiuntiva ai lavori sotto tensione in bassa tensione (BT), che può essere attribuita solo a chi è già PES o PAV.
La differenza chiave è che PES e PAV descrivono il livello di competenza della persona, mentre PEI descrive un’abilitazione specifica per un tipo di lavoro particolarmente pericoloso.
Che differenza c’è tra PES e PAV?
La distinzione è sostanzialmente di autonomia e responsabilità. La PES ha una preparazione completa: sa valutare in autonomia il rischio elettrico, può assumere il ruolo di preposto ai lavori e sovrintendere all’attività. La PAV, invece, ha una competenza più limitata: è “avvertita” dei pericoli e può eseguire operazioni, ma tipicamente all’interno di istruzioni e sotto la responsabilità di una PES.
In pratica, in un intervento sull’impianto la PES definisce le modalità di lavoro sicuro e vigila, mentre la PAV esegue i compiti assegnati. Attribuire i due ruoli in modo corretto è compito del datore di lavoro, che deve valutare per ogni lavoratore formazione ed esperienza reali, non solo il titolo di studio.
Cosa significa PEI e quando serve?
La qualifica PEI (Persona Idonea) riguarda esclusivamente i lavori sotto tensione in bassa tensione (fino a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua). Lavorare “sotto tensione” significa operare su parti attive senza toglierle preventivamente dalla corrente: è l’attività a più alto rischio in assoluto e, per questo, è ammessa solo a condizioni molto stringenti.
Perché un lavoratore possa eseguire lavori sotto tensione in BT deve:
- essere già qualificato come PES o PAV;
- aver seguito una formazione specifica teorica e pratica sui lavori sotto tensione;
- ricevere dal datore di lavoro l’idoneità PEI attribuita per iscritto e riferita alle specifiche attività.
Senza l’attribuzione PEI, nessun lavoratore — per quanto esperto — è autorizzato a eseguire lavori sotto tensione in bassa tensione.
Cosa prevede la legge?
Il quadro normativo si regge su due pilastri. Da un lato il D.Lgs 81/08 (Testo Unico sulla sicurezza): l’art. 82 disciplina i lavori in prossimità e sotto tensione, mentre gli artt. 37 e 73 impongono al datore di lavoro di garantire una formazione adeguata e specifica ai lavoratori in rapporto ai rischi delle attrezzature e delle lavorazioni.
Dall’altro le norme tecniche, che indicano il “come” operare in sicurezza: la CEI 11-27 (nella sua edizione vigente) definisce le figure PES, PAV e PEI e i percorsi formativi, mentre la CEI EN 50110-1 (CEI 11-48) stabilisce i criteri generali per l’esercizio degli impianti elettrici. Rispettare queste norme è il modo con cui il datore di lavoro dimostra di aver adempiuto agli obblighi di legge secondo la regola dell’arte.
Quali obblighi per il datore di lavoro?
In sintesi, il datore di lavoro che ha lavoratori impegnati in attività elettriche deve:
- individuare i lavori elettrici presenti in azienda (fuori tensione, sotto tensione, in prossimità) e le mansioni coinvolte;
- formare il personale secondo i percorsi previsti dalla CEI 11-27, con parte teorica e parte pratica;
- attribuire per iscritto le qualifiche PES, PAV e, dove necessario, l’idoneità PEI, sulla base di formazione ed esperienza documentate;
- nominare il preposto ai lavori (PL) e definire procedure di lavoro sicuro;
- fornire DPI e attrezzature idonee (guanti isolanti, utensili isolati, verificatori di assenza tensione);
- aggiornare periodicamente la formazione: la CEI 11-27 raccomanda un aggiornamento con periodicità di norma quinquennale (ogni 5 anni).
Come si diventa PES, PAV o PEI?
Il percorso passa dalla formazione strutturata prevista dalla CEI 11-27, articolata su più livelli:
- Livello 1A – conoscenze teoriche di base sui lavori elettrici (destinato a PES e PAV);
- Livello 1B – conoscenze pratiche per operare come PES/PAV;
- Livello 2A – conoscenze teoriche per i lavori sotto tensione in BT (verso l’idoneità PEI);
- Livello 2B – conoscenze pratiche per i lavori sotto tensione in BT.
Al termine del percorso il datore di lavoro valuta l’esito della formazione e l’esperienza maturata, quindi conferisce formalmente le qualifiche. È bene ricordare che la partecipazione al corso non attribuisce automaticamente lo status di PES, PAV o PEI: la formazione è il presupposto, ma l’attribuzione scritta da parte del datore di lavoro è l’atto che rende operativa la qualifica.
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