Un esempio da manuale: un operaio scende in una vasca per un controllo di cinque minuti e, dopo due, non risponde più. Il collega rimasto sopra ha una scelta di pochi secondi, e se scende a prenderlo senza protezioni le persone da recuperare diventano due. Negli spazi confinati l’AIFOS parla di infortuni “a grappolo”, spesso nati proprio così, e nota che gli incidenti mortali capitano più spesso nelle aziende piccole.
Per far lavorare qualcuno in un luogo del genere servono un’impresa qualificata secondo il DPR 177/2011, persone formate con il corso specifico (con il nuovo Accordo Stato-Regioni sono almeno 12 ore) e, prima di entrare, la verifica dell’aria prevista dall’art. 66 del D.Lgs. 81/08. Se ne manca una, non si entra.
Cos’è uno spazio confinato (e perché non sono solo le fogne)
La legge italiana non dà una definizione unica. Parla di “ambienti sospetti di inquinamento o confinati” (artt. 66 e 121 e Allegato IV, punto 3 del D.Lgs. 81/08, più il DPR 177/2011). Per capirlo ci si fa due domande: il luogo è confinato, cioè con accessi limitati, poca ventilazione e non pensato per starci a lavorare? E può contenere gas, vapori o poco ossigeno? Le linee guida SNPA del 21 dicembre 2020 propongono proprio questo percorso in due passi. Dal novembre 2024 c’è anche la norma UNI 11958, promossa dall’INAIL, con i criteri per riconoscere i pericoli e valutare i rischi in questi ambienti.
Gli esempi vanno ben oltre le fogne. Cisterne e autobotti, silos, serbatoi, container, scavi profondi e stretti, intercapedini, fosse dell’ascensore, vasche di vinificazione, il locale pompe seminterrato. L’AIFOS ricorda perfino i locali sanificati con generatori di ozono. In officina e in carpenteria il caso tipico è la manutenzione di una cisterna o la saldatura dentro un serbatoio, dove i fumi non hanno dove andare.
Art. 66: prima di entrare si verifica l’aria
L’art. 66 vieta di far entrare i lavoratori in pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie, recipienti, condutture, caldaie e simili, dove possono esserci gas dannosi, se prima non è stato accertato che non ci sono pericoli oppure se l’atmosfera non è stata risanata con la ventilazione o con altri mezzi idonei. Quando c’è un dubbio sull’aria, chi entra deve essere legato con una cintura di sicurezza, sorvegliato per tutta la durata del lavoro e fornito, dove serve, di apparecchi di protezione. L’apertura di accesso deve essere abbastanza grande da permettere di recuperare senza difficoltà un lavoratore privo di sensi. Per gli scavi dove possono accumularsi gas c’è anche l’art. 121.
L’ultimo punto va controllato prima dei lavori, non durante il recupero.
Chi può lavorare in uno spazio confinato: il DPR 177/2011
Il decreto dice che in questi ambienti operano solo imprese e lavoratori autonomi qualificati. L’art. 2, comma 1 chiede cinque cose, e nessuna è facoltativa.
- valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria e gestione delle emergenze applicate per intero;
- almeno il 30% del personale con esperienza di almeno tre anni in questi ambienti, e i preposti devono averla sempre. Secondo la nota del Ministero del Lavoro n. 11649/2013, richiamata dall’INL, la percentuale si calcola sul personale impiegato in quella specifica attività, non su tutta l’azienda;
- informazione e formazione di tutto il personale, datore di lavoro compreso, con verifica dell’apprendimento e aggiornamento periodico;
- dispositivi di protezione, strumentazione e attrezzature adatti, con addestramento a usarli e alle procedure di sicurezza;
- DURC regolare e applicazione dei contratti collettivi di settore.
Di norma il personale è assunto a tempo indeterminato. Con altre forme di contratto i contratti di lavoro vanno certificati (D.Lgs. 276/2003), e il subappalto è vietato se il committente non lo autorizza espressamente e non c’è la certificazione (art. 2, comma 2). La nota INL n. 694 del 24 gennaio 2024 ricorda che chi certifica i contratti deve guardare anche DURC, applicazione del contratto collettivo e idoneità tecnico-professionale.
Cosa spetta al committente
Se affidi il lavoro a un’impresa esterna, e i luoghi sono nella tua disponibilità giuridica, ci sono obblighi che restano a te (art. 3). Prima dell’accesso devi informare in modo dettagliato i lavoratori, anche autonomi, su caratteristiche dei luoghi, rischi, usi precedenti, misure di prevenzione e di emergenza: l’informazione richiede almeno un giorno (comma 1). Devi designare un tuo rappresentante, formato e competente, che coordina le attività e limita i rischi da interferenze (comma 2). E durante i lavori serve una procedura che comprenda anche il soccorso, coordinata con il Servizio sanitario nazionale e i Vigili del Fuoco (comma 3).
Il corso: 12 ore secondo il nuovo Accordo Stato-Regioni
L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025, ha definito la formazione per chi lavora in ambienti sospetti di inquinamento o confinati.
- Durata minima di 12 ore: 4 di modulo giuridico-tecnico e 8 di parte pratica.
- La parte pratica si svolge in presenza, con le attrezzature vere.
- Verifica finale con test (almeno 30 domande, esito positivo con il 70% di risposte corrette) e prove pratiche.
- Aggiornamento ogni 5 anni, di almeno 4 ore sulla parte pratica.
I corsi già fatti prima dell’Accordo sono riconosciuti se i contenuti sono conformi, e c’è un periodo transitorio di dodici mesi per adeguare i percorsi. Se hai attestati vecchi, guarda cosa riportano: ore, parte pratica, data di fine corso.
Il corso di Forum Global Service
Il nostro corso sicurezza spazi confinati dura 12 ore e ha un modulo teorico e uno pratico obbligatorio. In aula si parla di definizione di ambiente confinato, normativa, valutazione dei rischi, atmosfere pericolose (gas, vapori, poco ossigeno), rischi meccanici, elettrici e strutturali, procedure, permesso di lavoro, ruoli e responsabilità. Nella parte pratica si lavora con i DPI di terza categoria, gli autorespiratori e la ventilazione, gli strumenti per misurare l’aria, le procedure di accesso e di uscita, le simulazioni di emergenza e di recupero di una persona infortunata.
Si chiude con un test e con una prova pratica in simulazione. L’attestato vale su tutto il territorio nazionale e il centro è accreditato AIFOS. Il corso si svolge nella nostra sede di Solbiate Arno oppure direttamente in azienda. Per date e prezzi chiamaci allo 0331 985333 o compila il modulo in fondo alla pagina.
Prima di scendere: cosa deve esserci
Le procedure si imparano al corso. In azienda, prima di ogni ingresso, i controlli sono questi, nell’ordine.
- Chiedersi se il lavoro si può fare da fuori. Se sì, nessuno entra.
- Permesso di lavoro compilato e firmato da chi ne ha la responsabilità.
- Aria misurata con lo strumento, e ventilazione fatta, prima di entrare e anche durante.
- Dispositivi di protezione indossati e sistema di recupero già montato, prima che qualcuno scenda.
- Una persona fuori che sorveglia e non entra MAI, nemmeno per soccorrere: chiama i soccorsi.
L’ultimo punto vale più degli altri. L’AIFOS parla di infortuni “a grappolo”, spesso nati dal tentativo di soccorrere un collega.
Chi risponde se succede qualcosa
La valutazione dei rischi non si delega (art. 17), e gli spazi confinati dell’azienda devono stare nel DVR: individuati, valutati, con la procedura di ingresso. Chi affida il lavoro a un’impresa esterna deve poi verificarne l’idoneità tecnico-professionale (art. 26, comma 1, lettera a).
Se l’incidente c’è, entra in gioco l’omicidio colposo (art. 589 del codice penale), che per chi viola le norme sulla sicurezza sul lavoro prevede la reclusione da due a sette anni. La formazione omessa è punita dall’art. 55, comma 5, con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda, in importi rivalutati del 15,9% per le violazioni commesse dal 6 ottobre 2023. Cosa succede quando la responsabilità penale arriva davvero ai titolari lo racconta la nostra analisi della sentenza di Cassazione n. 16359/2026. Il quadro generale degli obblighi del datore di lavoro è nella nostra guida al dlgs 81 08, e il ruolo di chi lo affianca nella guida all’RSPP.
Come lavora Forum Global Service
Se in azienda ci sono, o possono esserci, spazi confinati, partiamo da un sopralluogo: guardiamo dove si entra, con quali attrezzature e chi lo fa. È il nostro check-up sicurezza gratuito, e ti dice anche se il corso serve davvero o se quello che hai basta. Poi i luoghi finiscono nel DVR, formiamo chi entra e chi sorveglia, e ti teniamo il calendario degli aggiornamenti ogni cinque anni, così la scadenza non ti sorprende.
Cosa fare da qui
Fai una lista dei luoghi dove, in azienda o nei cantieri dei tuoi clienti, qualcuno entra o potrebbe entrare: cisterne, vasche, silos, fosse, locali tecnici. Accanto a ognuno scrivi chi ci è entrato l’ultima volta, con quale attestato e chi stava fuori. Se una casella resta vuota, hai trovato il lavoro da fare.
Forum Global Service lavora su questi temi dal 2010. Siamo un centro di formazione AIFOS, certificati UNI EN ISO 9001, 14001 e 45001, e abbiamo seguito oltre 1.700 aziende in tutta Italia. Il metodo si chiama Presidio Sicurezza: il DVR, la formazione sul campo e il calendario delle scadenze stanno nelle stesse mani, e hai un unico referente da chiamare.
Domande frequenti
Chi può lavorare in uno spazio confinato?
Quanto dura il corso per spazi confinati?
Ogni quanto si aggiorna il corso?
Il datore di lavoro deve fare il corso?
Un lavoratore autonomo può entrare da solo in uno spazio confinato?
Il mio attestato di prima del 2025 vale ancora?
Quanto costa il corso spazi confinati?
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Fonti: D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 su Normattiva, artt. 17, 26, 37, 55, 66, 121 e Allegato IV; D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177 su Normattiva; Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025); nota INL n. 694 del 24 gennaio 2024; AIFOS, “Spazi confinati dove non te li aspetti” (22 marzo 2021); norma UNI 11958 (comunicato INAIL del 14 novembre 2024); Decreto direttoriale del Ministero del Lavoro n. 111 del 20 settembre 2023 sulla rivalutazione del 15,9% delle sanzioni.
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