RSPP: chi è, cosa fa e perché nominarlo spetta a te (e non al consulente)
Quattro persone con caschi e gilet ad alta visibilità discutono davanti a un portatile in un capannone industriale

Chiedi a un titolare chi è l’RSPP della sua azienda. Molti rispondono con il nome di un consulente, qualcuno con il proprio. Pochi sanno dirti, senza cercare nei cassetti, se la nomina è stata fatta davvero, se la persona ha gli attestati richiesti dalla legge e se il suo nome compare nel Documento di Valutazione dei Rischi.

L’RSPP è il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. In questa guida trovi cosa fa, chi lo nomina, quando può essere interno, esterno o coincidere con il datore di lavoro, quale formazione richiede l’Accordo Stato-Regioni del 2025 e cosa rischi se manca.

Cos’è l’RSPP e cosa fa

L’RSPP è la persona che il datore di lavoro designa per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi (art. 2, comma 1, lettera f del D.Lgs. 81/08). Deve avere capacità e requisiti professionali precisi (art. 32) e risponde al datore di lavoro che lo ha scelto.

I suoi compiti sono elencati nell’articolo 33. L’RSPP individua i fattori di rischio e collabora alla valutazione dei rischi, propone le misure di prevenzione e i sistemi per controllarle, scrive le procedure di sicurezza per le varie attività dell’azienda e propone i programmi di informazione e formazione dei lavoratori. Partecipa alle consultazioni sulla sicurezza e alla riunione periodica (art. 35), e fornisce ai lavoratori le informazioni previste dall’articolo 36.

Guarda i verbi: individua, propone, scrive, partecipa. L’RSPP consiglia e prepara, ma non decide e non spende. I poteri decisionali e di spesa restano al datore di lavoro (art. 2). Se l’RSPP segnala che una pressa va protetta meglio e tu non intervieni, la scelta di non intervenire è tua. Questo non mette al riparo lui: anche l’RSPP può rispondere penalmente se sbaglia i suoi compiti, come mostra la sentenza di Cassazione n. 16359/2026 sul titolare con RSPP esterno, in cui sono stati condannati sia il titolare sia il suo consulente.

Chi nomina l’RSPP: l’obbligo che resta a te

La designazione dell’RSPP spetta al datore di lavoro e non si può delegare. Lo dice l’articolo 17, che mette sullo stesso piano la valutazione dei rischi con il DVR e la nomina del responsabile del servizio. Quasi tutto il resto si può affidare con una delega di funzioni (art. 16). Questo NO. Il quadro degli altri obblighi del titolare lo trovi nella nostra guida al Dlgs 81 08.

La legge parla di designazione, ma nella pratica conviene una lettera di nomina scritta, con data, la tua firma e l’accettazione dell’incaricato. È la prova che la nomina è stata fatta, e di quando. Il nome dell’RSPP deve comparire anche nel DVR (art. 28, comma 2, lettera f), che la legge vuole redatto in collaborazione con lui e con il medico competente (art. 29, comma 1). Un DVR firmato senza che l’RSPP lo abbia mai visto è un problema in più.

RSPP interno, esterno o il datore di lavoro stesso

La legge preferisce un servizio organizzato dentro l’azienda (art. 31, comma 1), ma ammette persone o servizi esterni, e li rende obbligatori quando in azienda nessuno ha i requisiti per il ruolo (comma 4). In concreto le strade sono tre.

RSPP internoRSPP esternoDatore di lavoro RSPP
Chi èUn dipendente designatoUn professionista o una società incaricatiIl titolare in persona
QuandoSempre possibile, se ha i requisiti. Obbligatorio in alcuni casi (vedi sotto)Obbligatorio se in azienda nessuno ha i requisitiSolo entro i limiti dell’Allegato II
Cosa serveDiploma e attestati dei moduli A, B e C, più l’aggiornamentoGli stessi requisiti, e un incarico scrittoUn corso dedicato, più l’aggiornamento
AttenzioneDeve avere il tempo di fare davvero l’RSPPNon ti toglie la responsabilità (art. 31, comma 5)Sei tu a valutare i rischi e tu a decidere come ridurli

L’RSPP interno è obbligatorio, per esempio, nelle aziende industriali con più di 200 lavoratori, nelle industrie estrattive con più di 50 lavoratori, nelle strutture sanitarie con più di 50 lavoratori e nelle aziende a rischio di incidente rilevante (art. 31, comma 6). Per la maggior parte delle PMI manifatturiere non è il caso, e la scelta vera è tra un dipendente formato e un incarico esterno.

Il datore di lavoro può svolgere direttamente il ruolo (art. 34) solo nelle aziende che rientrano nell’Allegato II: fino a 30 lavoratori nelle aziende artigiane e industriali e in quelle agricole, fino a 20 nella pesca, fino a 200 nelle altre. Oltre quelle soglie, l’RSPP va nominato.

Con l’Accordo del 2025 il percorso di chi fa l’RSPP da sé è stato riorganizzato: parte dal corso base da 16 ore per il datore di lavoro e si completa con moduli dedicati al ruolo di RSPP. Se hai fatto il vecchio corso da 16, 32 o 48 ore, va verificato caso per caso quanto è riconosciuto.

Chi può fare l’RSPP: requisiti e formazione

L’articolo 32 chiede un diploma di scuola secondaria superiore e gli attestati di frequenza, con verifica dell’apprendimento, ai corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi. Per l’RSPP si aggiungono competenze su organizzazione e gestione, stress lavoro-correlato, ergonomia e comunicazione.

L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (n. 59/CSR, in vigore dal 24 maggio 2025) organizza il percorso in 3 moduli: il Modulo A dura 28 ore ed è comune ad ASPP e RSPP; il Modulo B comune dura 48 ore, e per alcuni settori a rischio specifico si aggiungono moduli di specializzazione da 12 a 16 ore; il Modulo C dura 24 ore ed è riservato all’RSPP. Per fare l’ASPP, l’addetto che affianca il responsabile, bastano A e B. Per fare l’RSPP servono tutti e tre.

Il Modulo A si può seguire anche in e-learning. I moduli B e C no. Chi ha certe lauree, per esempio in ingegneria, è esonerato dai moduli A e B (art. 32, comma 5).

La formazione non finisce con l’attestato. L’aggiornamento è di 40 ore ogni cinque anni per l’RSPP e di 20 per l’ASPP, distribuibili nel quinquennio, che decorre dal completamento del Modulo B. Se hai saltato l’aggiornamento, il credito formativo maturato non si perde entro i dieci anni. E finché le ore mancanti non sono recuperate non sei in regola.

Come capire se il tuo RSPP regge

Servono dieci minuti e quattro documenti: la nomina, gli attestati, l’ultimo DVR e il verbale dell’ultima riunione periodica. Controlla questi cinque punti.

  • Esiste una lettera di nomina con data, firmata da te e dall’incaricato.
  • Ci sono gli attestati dei moduli A, B e C, e l’aggiornamento da 40 ore è in corso nel quinquennio.
  • Ha esperienza nel tuo settore e, se la tua attività richiede un modulo di specializzazione, ha anche quello.
  • È entrato nel tuo reparto almeno una volta: un RSPP che non ha mai visto le tue macchine sta firmando rischi che non conosce.
  • Il suo nome è nel DVR, e nelle aziende con più di 15 lavoratori la riunione periodica annuale (art. 35) ha un verbale.

Se manca la lettera di nomina, si rimedia in un giorno: la firmate oggi, con la data di oggi, senza retrodatarla. Se mancano gli attestati o l’aggiornamento è in ritardo, i tempi li decidono i corsi, ed è il motivo per cui conviene guardarlo adesso. Arrivare all’ultimo anno del quinquennio con 40 ore da recuperare è il modo peggiore di farlo.

Cosa rischi se l’RSPP manca o non è in regola

Se non provvedi alla nomina rischi l’arresto da 3 a 6 mesi oppure un’ammenda da 3.556,60 a 9.112,57 euro (art. 55, comma 1, lettera b, con gli importi rivalutati del 15,9% dal 6 ottobre 2023). Sono le stesse pene previste per chi omette la valutazione dei rischi, e ricadono sulla persona del datore di lavoro.

Nominare qualcuno senza i requisiti dell’articolo 32 non chiude la questione, perché la legge li richiede proprio per svolgere il ruolo. E avere i documenti non basta se dietro non c’è il lavoro. Nel caso della sentenza 16359/2026 il DVR esisteva, ma indicava solo un generico rischio di investimento, senza dire quali cautele adottare e in quale sequenza. Il documento c’era, la valutazione no, e sono stati condannati sia il titolare sia l’RSPP.

Cosa fare da qui

Se il controllo qui sopra ti ha lasciato dei dubbi, il passo dopo è farlo guardare da qualcuno che questo lavoro lo fa tutti i giorni. Forum Global Service ha sede a Solbiate Arno, in provincia di Varese, e lavora dal 2010. Siamo un centro di formazione AIFOS, certificati UNI EN ISO 9001, 14001 e 45001, e abbiamo seguito oltre 1.700 aziende. Come RSPP esterno assegniamo alla tua azienda un professionista con i moduli e l’esperienza adatti al tuo settore, che viene a vedere i reparti prima di firmare qualsiasi valutazione. Il nostro metodo si chiama Presidio Sicurezza: sopralluogo in azienda, formazione sul campo con verifica che sia stata capita, un calendario delle scadenze che teniamo noi e un unico referente per RSPP, DVR, corsi, antincendio, DPI e medicina del lavoro.

Per iniziare facciamo un check-up gratuito: porta nomina, attestati e DVR, e ti diciamo cosa regge, cosa va aggiornato e cosa manca. Da solo non risolve niente, ma ti mostra dove sei scoperto, e poi la decisione resta tua.

Domande frequenti

Cosa significa RSPP?
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. È la persona designata dal datore di lavoro per coordinare il servizio che individua i rischi e propone le misure per ridurli (artt. 2 e 33 del D.Lgs. 81/08).
L’RSPP è obbligatorio anche con un solo dipendente?
Sì, se hai almeno un lavoratore. Puoi nominare qualcuno oppure, se rientri nei limiti dell’Allegato II, svolgere tu il ruolo dopo un corso dedicato.
Chi può fare l’RSPP?
Chi ha almeno il diploma di scuola secondaria superiore e gli attestati dei moduli A, B e C, con l’aggiornamento in regola. Alcune lauree esonerano dai moduli A e B.
Il datore di lavoro può fare l’RSPP da solo?
Sì, ma solo nelle aziende dell’Allegato II (fino a 30 lavoratori nelle aziende artigiane e industriali) e dopo la formazione prevista. Oltre quelle soglie l’RSPP va nominato.
Ogni quanto si aggiorna l’RSPP?
Ogni cinque anni, con almeno 40 ore di aggiornamento (20 per l’ASPP).
Se ho un RSPP esterno sono coperto?
No. Rivolgersi a persone o servizi esterni non esonera il datore di lavoro dalla propria responsabilità (art. 31, comma 5).
Che differenza c’è tra RSPP e ASPP?
L’RSPP coordina il servizio ed è obbligatorio. L’ASPP è un addetto che collabora con lui, e si nomina quando la dimensione o la complessità dell’azienda lo richiedono.

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Fonti: D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 su Normattiva (artt. 2, 16, 17, 28, 29, 31-35, 55 e Allegato II); Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, n. 59/CSR, in vigore dal 24 maggio 2025; Decreto direttoriale del Ministero del Lavoro n. 111 del 20 settembre 2023 e nota INL del 30 ottobre 2023 sulla rivalutazione del 15,9% delle sanzioni; Corte di Cassazione, sentenza n. 16359/2026.

Contenuto realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.

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